22 settembre 2010

Il prezzo della Birra Artigianale? puro Marketing!



Da oltre 25 anni mi occupo di commercio e da altrettanto tempo mi sento dire "buono...però è caro!! (equivalente commerciale del classico " il ragazzo è intelligente...se solo si impegnasse di più). Insomma da certi stereotipi è proprio impossibile uscirne!
Non voglio riprendere la trita e ritrita polemica e per chi volesse una mia personale giustificazione "produttiva" consiglio di guardarsi il link qui a destra dal titolo "Il prezzo della birra".

La riflessione che vorrei portare avanti nasce da un altro spunto e riguarda la pagina che appare ormai con cadenza mensile su una nota rivista (ristoranti - imprese del gusto) dedicata alla ristorazione.
Il sig Rodolfo Guarnieri, per altro competente e molto posato nei giudizi, porta all'attenzione dei lettori questa o quella birra, ma non è questo che ha destato la mia attenzione, quanto i prezzi indicati, che, suppongo, siano quelli "consigliati al pubblico".
La più economica è la Menabrea, con la sua bottiglia originale (a me ricorda un distillato) ed il suo chiaro tentativo di "ruffianarsi" l'alta ristorazione, tant'è che si chiama "Top Retaurant". Il prezzo, per il mercato di riferimento è da brivido, soli 3,50 euro a bottiglia da 0,75.La domanda è: uno chef di rango che nel suo locale propone piatti da 15-20 euro cadauno in su con quale giustificazione potrà consigliare una bottiglia che costi così poco?. Non è che l' ufficio marketing di Forst (proprietaria di Menabrea) punti in realtà ad un mercato ben più importante numericamente ed utilizzi "l'alta ristorazione" come veicolo promozionale?
Di certo un marchio così prestigioso, che molti "non addetti ai lavori" percepiscono come "artigianale"non poteva che essere il primo a seguire il trend dei micro italiani  (di cui mi sento pioniere). Vedremo gli sviluppi e quanto il consumatore apprezzerà l'operazione.
Segue Birrificio Collesi, con la classica "champagnotta", la classica capsula termoretraibile ed un etichetta molto curata, ci troviamo indubbiamente di fronte al prodotto di un microbirrificio. Anche qui cosa lascia perplessi è il prezzo. Quando mai si è vista una bottiglia a 5.50 euro nella carta di un ristorante?

Ultima la Theresianer, che, per non sbagliare, se ne esce con una bock a 6 euro, confondendo non poco le idee a Pino Friggilovo che stava meditando su quali birre avrebbe potuto mettere in carta.
Cosa ci racconta questa storia?
Che il prezzo è fondamentale per il marketing e per la qualità percepita dal consumatore. La Theresianer ci aggiunge anche un premio recentemente conquistato ed il fatto che riprende l'antica tradizione di Trieste. Molto probabilmente sarà quella  che entrerà in carta nel ristorante di Pino Friggilovo, che così avrà "quanto di meglio" offre il mercato" e metterà a tacere quei 4 clienti che gli chiedono un birra buona..
A meno che... a meno che i prezzi non siano "al ristoratore" e quindi richiedano il mitico fattore 2,7 prima di arrivare in tavola. Per cui:
Menabrea    = 9,45
Collesi         = 14,85
Theresianer  = 16,20

Consideriamo che Menabrea potrebbe essere la più "aggressiva" e proporre sconti, promozioni ecc ecc ecco che per il ristoratore si spalanca un prezzo sotto i 10 euro (che non spaventa il cliente) con un utile "interessante" e superiore alla media. Il basso grado alcolico potrebbe inoltre agevolare l'acquisto di una seconda bottiglia...tutto chiaro vero??
Come possono i piccoli micro artigianali contrastare o addirittura uscirne rafforzati da questo "attacco frontale"??
Ho le mie ipotesi che svilupperò per la newsletter UB,(mi hanno strappato l'esclusiva) sperando di arricchirle con le riflessioni che magari scaturiranno da questo Post (al solito pubblico TUTTI, ma non gli anonimi).

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