Breve premessa,:
nella lettura di questo post qualcuno potrebbe identificarsi e sentirsi molto offeso con me. A queste persone dico:invece di inondare sotto fantasiosi pseudonimi o peggio ancora nascosti dietro a terze persone (altra brutta abitudine birraria), blog, forum e pagine di giornali, replicate direttamente qui. Ma solo se ci mettette, come ho SEMPRE fatto io la faccia, il che vuol dire “nome e cognome”. Se la vostra personalità disturbata vi impedisce di farlo, se vi credete gli “Zorro” del malto e del luppolo, mi spiace, non sono qualificato per aiutarvi.La Birra Artigianale Italiana è morta! (la gente cosa vuoi che ne sappia)
Piccolo spunto riflessivo nato dalla lettura casuale di queste 5 righe scritte da Kuaska e apparse nel “lontano?” 2003 sul sito www.mondobirra.org .
Birra artigianale: ma come deve essere una birra per potersi fregiare di quest’appellativo?
Artigianale!! A volte è un termine un po’ vago, abusato o, peggio ancora, usato a sproposito. Ti dirò allora cosa intendo io per birra artigianale, OK? E’ una birra di norma non filtrata, né pastorizzata, creata, con ingredienti di altissima qualità e senza l’utilizzo di succedanei, da un piccolo produttore in quantità limitate e spesso servita direttamente nel brewpub e/o fornita a pubs, ristoranti o negozi della stessa area geografica.
Già allora il termine “artigianale” anche nella mente di Kuaska, direttore culturale di UnionBirrai, vacillava, appena appena puntellato da poche affermazioni....che nel giro di pochi anni avrebbero perso significato.
- Non filtrata? Via!
- Uso di succedanei? Via!
- Piccolo produttore? Via!
- Quantità limitate? Via!
- Direttamente nel brewpub? Via!
- Stessa area geografica? Via!
- Pastorizzata?....quasi Via!
Morta vittima dello stesso business che inseguiva e che l'ha strangolata nella morsa del profitto e dell'apparire ad ogni costo.
Morta con l'aiuto di chi, novello Davide, voleva farne una bandiera per combattere contro il “Golia industriale”.
Morta nelle divisioni, rivalità e scissioni interne.
Morta nel proliferare di sigle e acronimi.
Morta dietro alle tastiere di Blog e Forum dove anonimi personaggi, che talvolta si presentano sotto nick diversi, si sentono in diritto di insultare e spesso diffamare questo o quel produttore, questo o quel giornalista, questa o quella birra, senza MAI perdonare un minimo errore, fosse solo di battitura, infischiandosene di chi facendo o scrivendo di birra ci campa in modo onesto.
Morta nella mancanza di rispetto verso chi sbaglia e cerca di imparare.
Morta nella mancanza di dialogo, di comprensione e collaborazione.
Morta nelle degustazioni dove ormai viene sdoganato di tutto (dopo aver visto definite “artigianali” le pur ottime Augustiner, Spaten, Paulaner e Brooklyn non so se esista un limite).(la gente cosa vuoi che ne sappia).
Morta nelle degustazioni dove solo cosa è “strano ed improponibile” viene esaltato, lasciando sconcertata la platea.(la gente cosa vuoi che ne sappia).
Morta nelle “feste della Birra Artigianali” che fanno tanto “figo” e “attirano gente”. Poi se di VERA birra artigianale ve n'è solo una (che finisce dopo due ore) ed il resto è la solita roba...pazienza.(la gente cosa vuoi che ne sappia).
Morta nelle pagine di certi libri dove prevalgono sponsor e direttive editoriali al buon senso. (la gente cosa vuoi che ne sappia).
Morta nelle birre andate a male, rietichettate, riadattate, rivestite, ricapsulate e raddoppiate di prezzo. (la gente cosa vuoi che ne sappia).
Morta nelle “balle galattiche” che certi produttori (birrai?) ci raccontano. (la gente cosa vuoi che ne sappia).
Morta nella testa di chi ogni giorno si “resetta, si trasforma e si rigenera” scordandosi amici, bevute goliardiche e recente passato, arrampicandosi sugli specchi pur di giustificare prese di posizione di pochi mesi fa. (amici cari se bevete per dimenticare...continuate pure che funziona).
E' inutile provarci. La definizione “Birra Artigianale” non esiste più, non è assimilabile a nulla di concreto, non è difendibile e per questo utilizzabile da tutti senza limiti.
No! Io non ci sto!
Non mi arrendo neanche stavolta, non ce la fate a convincermi che devo gettare alle ortiche i miei sogni e i miei pensieri, che devo rinnegare il mio passato, gli amici e le bevute goliardiche. Finché potrò e con tutti i mezzi che il tempo e il mio modesto pensiero me lo consentiranno combatterò per la difesa, la tutela e la diffusione della Birra Artigianale. Quella vera, fatta da uomini veri. Perdinci! Sono Uomo di Mondo (è vero ho anche la tessera) e andrò avanti, con orgoglio e convinzione...anche da solo.La Birra Artigianale è morta!
W la Birra Artigianale!
lelio bottero
p.s. la foto con la rosa è di Marianna Bottero, scattata sulla tomba di Oscar Wilde