08 maggio 2013

Al salone del Libro 2013

Salone del libro Torino Lingotto
giovedì 16 Maggio alle ore 19


Al Salone del Libro di Torino Giovedì 16 alle ore 19 "showcooking" con Lorella Melani e Lelio Bottero. Ovvero la cucina e la birra del Giratempopub di S.Albano Stura (CN) per la prima volta insieme a Torino. Sarà presentato il libro "Bevo Birra" abbinato agli spiedini alla Birra Niimbus con mosto di uva Moscato. Una grande occasione per scoprire la cucina alla birra. Con loro Alessandro Dutto dell'ed. Araba Fenice.Questo piatto, ci racconta Lorella "Lella" Melani, la chef del Giratempopub, lo preparo da svariati anni. Molto semplice nella sua ideazione vede i bocconcini di maiale marinare per qualche giorno nella birra, prima di essere cotti lentamente. La carne resta così morbida e gustosa con profumi fruttati ottenuti proprio grazie alla Niimbus e al suo mosto di uva Moscato. Quasi un agrodolce, accentuato dai chicchi di uva bianca e dalla mezza arancia che funge da originale e colorato supporto per gli spiedini. La scelta di presentare questopiatto al Salone del Libro mi emoziona un po', conclude Lella, ma la cucina alla birra e con la birra merita di essere approfondita e, perchè no, finalmente proposta anche in spazi non convenzionali.


http://www.salonelibro.it/programma/details/2772-Bevo-birra-mangio-birra.html

28 aprile 2013

Birre e Formaggi, Diario di un abbiamento vincente


DELEGAZIONE ONAF DI CUNEO

DEGUSTAZIONE DEL 18 APRILE 2013

Formaggi e Birra


Giovedì sera, i tavoli del Giratempo-pub Ristorante di Sant'Albano Stura (CN) erano tutti occupati. Soci ONAF, amici, appassionati di formaggi e birre avevano aderito alla degustazione guidata di una selezione di formaggi delle Fattorie Fiandino di Villafalletto (CN) abbinate ad una selezione di birre artigianali prodotte dal birrificio del Pub.
A guidare la degustazione dei formaggi il vice presidente nazionale ONAF Elio Ragazzoni e per le birre il produttore nonché esperto di birre artigianali Lelio Bottero. Entrambi i prodotti erano accomunati dalla passione dei loro produttori per la qualità degli ingredienti, conoscenza tecnica e capacità innovativa. E il risultato non poteva che essere eccezionale, perché l'abbinamento del formaggio e della relativa tipologia di birra, che ci hanno proposto, sono stati tali da esaltare le qualità di ciascun prodotto, senza mai sovrastare o svilire le qualità dell'altro, anzi si è potuto apprezzare un effetto sinergico che ha appagato gli attenti degustatori. In apertura abbiamo degustato una morbida e cremosa tometta paglierina dai profumi delicati ed una toma tradizionale a latte crudo, morbida e delicata con profumi lattici e di erba appena tagliata.
In abbinamento la birra "Nimbus", che nasce utilizzando il mosto di uva moscato e dei suoi lieviti aggiunti nella fermentazione, così da offrire profumi intensi fruttati con sentori piacevoli di pesca bianca, alla beva fresca e gradevole con un finale delicatamente amaro. La seconda serie di formaggi era costituita da "L'Ottavio", un formaggio a latte crudo con birra artigianale e malto d'orzo miscelati prima della cagliata e con crosta delicatamente ricoperta dalla miscela di malto e birra tale da assumere un aspetto di tonalità scura. La pasta era morbida, con note di latte e caffè e profumi delicati di cioccolato. Per contrasto, il quarto formaggio era costituito dal "Gran Kinara" a latte crudo, caglio vegetale (Kinara) e sale marino di Trapani , stagionato da quasi un anno ma dalla consistenza di un prodotto a lunga stagionatura. Gusto pieno ma delicato, con note di erba fresca ed un finale lievemente piccante, ottimo da tavola e da grattugia. In abbinamento la birra " Manico Rosso" dal colore ambrato per l'uso di malto leggermente tostato, che conferisce note caramellate esaltate dal mosto di uva moscato aggiunto in fermentazione. Prima del gran finale, un intermezzo con una insalatina sfiziosa di verdure, crostini di pane e arancia rossa , seguita da un delicato risotto " alla blanche" con punte di asparago verde. In abbinamento la birra "Albina" bianca fresca e dissetante per l'impiego di frumento, scorza di arancio e coriandolo, sapientemente dosati. Volutamente poco alcolica, alla beva mostra un gusto pieno e vivace. Finale con formaggio "Lou Blau" ( blu in lingua occitana) un erborinato a latte vaccino prodotto con caglio vegetale , pasta di buona consistenza con striature ben disperse di colore blu intenso, ricco di profumi e sapori in giusto equilibrio e delicata solubilità in bocca. Per finire la degustazione una selezione di "puro cioccolato" Bessone di Vicoforte (CN) che ha accompagnato l'abbinamento del Blu con la birra "Yule". Una birra scura dal profumo di cacao e cioccolato con gusto pieno ed intenso che termina in un finale dal sapore di liquirizia. Il consistente apporto alcolico valorizza piacevolmente il formaggio erborinato ed esalta le qualità del cioccolato in purezza.

A detta di molti conviviali, una degustazione molto apprezzata, da riproporre anche per chi se l'è persa.
Arrivederci a presto
G.Franco Fortina



07 aprile 2013

Cagio del Birrificio Kauss, seconda parte


Riprendiamo l'intervista, la cui precedente parte si trova pubblicata sullo scorso numero, a Luigi Cagio Cagioni hobbista prima e professionista esperto in seguito del mondo birrario.

Altra importantissima caratteristica non solamente estetica è la schiuma che, soprattutto nell'ambito dell'homebrewing, è a volte causa di insoddisfazione. “Materie prime di qualità fanno sicuramente la loro parte consistente così come una preparazione attenta del mosto. Aiutano, inoltre, la rinuncia alla limpidezza tipica delle birre industriali e la gasatura. Con qualche piccolo accorgimento anche in casa è possibile ottenere una bella schiuma pannosa”. Una volta preparata e maturata la birra richiede, poi, un recipiente in cui essere inserita. I principali sono la lattina, la bottiglia ed il fusto.
Ma quali sono le differenze, i pro ed i contro? La prima è ottima a livello ecologico e fornisce un'impeccabile schermatura per la luce, tuttavia richiede impianti molto costosi. Il fusto, avente le stesse vantaggiose caratteristiche è però molto limitato nel tempo in quanto dev'essere consumato in una settimana circa. Per quanto riguarda le bottiglie, invece, il vantaggio è principalmente rappresentato dalle infinite possibilità di personalizzazione (scelta del vetro, etichetta, capsule etc) soprattutto se consideriamo un'eventuale distribuzione commerciale. Inoltre le macchine necessarie al procedimento di imbottigliamento hanno un costo relativamente contenuto ed il prodotto resta ottimo se conservato al buio e al fresco. Dobbiamo comunque considerare il fatto che il recipiente, tuttavia, non influenza in modo diretto e consistente le caratteristiche della bevanda stessa.
Parlando di birra non possiamo che citare anche la questione relativa ai noti “stili”: Stout, Pils, Weiss, Ale, Bitter, etc., cosa rappresentano e come si “cataloga” una birra? Cagio ci risponde “Gli stili veri e propri si sono standardizzati nei secoli a seconda delle regioni, delle leggi locali e delle materie prime a disposizione. Adesso parlare di stili di birra può essere utile a livello didattico, ma col fiorire dei microbirrifici e l'avanzare delle sperimentazioni si va molto al di fuori di questi schemi secolari. Io, su tre birre che produco, ne faccio una aderente allo stile classico, catalogato, e due che sono reinterpretazioni di stili e scuole diversi.” Dunque anche per quanto riguarda questo particolare aspetto birrario bisogna considerare i singoli casi senza per forza rientrare in assetti predefiniti. La produzione della birra è quindi un mélange variegato di aspetti che partono sì dal livello tecnico e strumentale, ma si completano a seconda della costanza, della ripetizione di prove, della sperimentazione, della creatività, della volontà di ricerca e soprattutto della passione e della positività che protendono alla realizzazione di un prodotto in equilibrio tra tradizione ed innovazione.
Concludiamo l'intervista domanda a Luigi Cagioni quale sia la sua birra preferita. “Io amo le birre poco alcoliche e dissetanti, quindi bevo volentieri le Ale inglesi, le bitter ma quelle da 3,5/4 gradi alcolici oppure le bionde della Germania e della Rep.Ceca che, pur essendo totalmente diverse da quelle inglesi, hanno le stesse caratteristiche rinfrescanti. Altra birra che adoro è una bionda di un collega della provincia di Torino.”

31 marzo 2013

Le interviste birrarie di Marianna

Marianna Bottero (ok..mia figlia) sta realizzando una serie di interviste a noti personaggi "birrari" locali. Queste interviste sono pubblicate in anteprima sul "free press"  La Mosca Bianca.

ecco la prima parte dedicata a Cagio del neonato birrificio Kauss



Come ben tutti sappiamo la bevanda più antica del mondo è la birra. Scoperta per caso nella notte dei tempi è ora diventato un fenomeno in continua crescita sia dal punto di vista commerciale che amatoriale. Proprio per questo motivo abbiamo scelto di intervistare un appassionato prima e professionista poi del settore: Luigi Cagio Cagioni.
“L'input iniziale è stato un interesse per l'agroalimentare in genere, che si tratti di vino, salumi, formaggi o birra” ci racconta “interesse che mi ha spinto a diplomarmi in agraria ed, in seguito, a laurearmi specificatamente nel settore agroalimentare ed a tenere lezioni a mia volta”. Non sono, naturalmente, mancati corsi di degustazione ed importanti esperienze formative come stage in Germania sia nel settore produttivo che in microbirrifici veri e propri. I primi esperimenti nel 1997 con alcuni amici “non c'era nemmeno Internet all'epoca per cui abbiamo raccolto informazioni su libri ed enciclopedie, ma come ogni primo prodotto che si rispetti, era imbevibile!” ci dice ancora Cagio. Eppure i primi fallimenti non hanno smorzato l'entusiasmo ma l'hanno, al contrario, incentivato e ad essi sono susseguite innumerevoli prove prima ad alta fermentazione e poi a bassa fermentazione secondo la scuola tedesca. “Ora, a livello professionale produco principalmente tre tipi di birra” aggiunge Luigi. Ma, nonostante paia tutto così immediato e semplice la realtà è ben altra: servono tempo, pazienza, conoscenze di base (e non solo), strumenti, un'immancabile dose di fortuna e, ovviamente, le materie prime adatte. Frantumazione del malto, impasto con l'acqua, fermentazione a temperatura controllata e maturazione sono processi che devono essere seguiti minuziosamente e registrati accuratamente soprattutto in fase sperimentale. “La birra richiede tempo e pulizia, non bisogna avere fretta di prepararla e di berla e per farla in casa bisogna prestare molta attenzione all'igiene. Poi non bisogna scoraggiarsi, neanche ai professionisti esce bene al primo tentativo.” ci risponde Cagio al nostro domandare qualche consiglio utile e basilare da tenere costantemente presente.
Inoltre non deve mai mancare l'aspetto “creativo” della produzione: la birra è acqua, malto d'orzo, luppolo e lievito ma anche spezie ed aromi di vario genere, dai più impiegati coriandolo e cardamomo sino ai più rari genepi, assenzio e pepe. La sperimentazione dev'essere soggettiva e senza limiti seppur, ovviamente, ben calibrata. Immancabili anche gli strumenti molto costosi a livello professionale ma facilmente reperibili ed imitabili in un contesto casalingo dove è possibile utilizzare tranquillamente pentole e secchi. “Io uso una sala cottura costituita da tre tini da 1000litri, alimentata da un generatore di vapore a legna, poi ho uno scambiatore di calore, tre tini di fermentazione e cinque di maturazione, tutto in acciaio inox” afferma Luigi. [...continua sul prossimo numero].

07 marzo 2013

siamo tra i grandi! W la Yule

Eh si, dovevo smaltire la gioia e non volevo scrivere un post dai toni retorici e trionfalistici, per questo ho tardato tutti questi giorni, ma la sbornia (il termine non è casuale) non mi è ancora passata per cui al diavolo il buon senso e la moderazione!
 Con grande grandissima soddisfazione la Yule, l' ultima birra a firma GiratempoPub si è conquistata la medaglia d'argento nella categoria 17 (non siamo superstiziosi) al recente Birra dell'Anno 2013.
Il concorso è stato di assoluto livello con oltre 100 birrifici in gara e più di 560 birre iscritte. Essere riusciti ad arrivare sul podio,  mi rende felicissimo. Altrettanto felice Marco Costamagna il birraio del B&C (dove nascono tutte le birre del Giratempopub) che, dopo 5 anni, inizia a vedere i primi veri  frutti del suo lavoro.
Le ricette sono originali (la storia della vecchia ricetta di fine ottocento trovata nel baule del nonno la lascio ad altri) e figlie di anni di prove e sperimentazioni (anche presso altri birrifici). Come tutte le cose sono migliorabili, ma questo ambito riconoscimento ci fa sentire "tra i grandi". Ora sta a me, a Paola e a tutti gli altri collaboratori (abbiamo dei clienti "taster" esigentissimi) proseguire spediti e senza perdere di vista l'obbiettivo principale. Ovvero
  la qualità ed il rispetto del consumatore.
  Mi si perdoni il termine, ma io "per il culo" non voglio prendere nessuno e non tollero che nessuno ci provi con me, tanto meno "produttori di birra artigianale (o presunta tale)" che stanno creando un mondo di menzogne e "finti prodotti" ad uso e consumo dei media e della loro vanità personale!  e con questo vado a stapparmi l'ennesima bottiglia di Yule, cin e W la Yule!

09 febbraio 2013

ed 2013 la nuova guida all'apertura di un microbirrificio brewpub

Trascorsi due anni dall'ultimo aggiornamento ho rivisto, purtroppo al peggio, i business plan, a fronte dei nuovi tassi di interesse richiesti dalle banche. Non ho ritenuto opportuno modificare i costi ne delle materie prime, ne degli impianti. In quanto sostanzialmente uguali, se non addirittura in decremento rispetto alla prima stesura del 2009.
Limando un po' alcuni capitoli, sono riuscito ad aggiungere delle pagine che trattano di nuove realtà, tra cui i birrifici agricoli ed i Beer-Firm.
Il costo resta invariato, sia nella versione pdf che in quella cartacea (a tutto vantaggio di Lulu!). Grazie alla nuova distribuzione è disponibile anche su Amazon.it.

- Ed 2013 - Un valido aiuto per chi vuole fare impresa producendo birra artigianale. Dal dimensionamento degli impianti alle difficoltà burocratiche, per chiudere con esempi di business plan e un progetto d'impresa.L'edizione 2013 è ampliata con le domande poste dei lettori, l'aggiornamento dei Business-plan, i birrifici agricoli, la telematizzazione delle accise e i Beer-firm

Support independent publishing: Buy this book on Lulu.

29 gennaio 2013

arriva la Burro Birra del Giratempo


In anteprima a Milano la BurroBirra Giratempo!

Dopo mesi di attesa e magiche sperimentazioni il GiratempoPub di Sant'Albano Stura (CN) propone la sua nuova bibita analcolica ispirata al fantastico mondo di Harry Potter. Il suo sapore dolce e speziato ottenuto grazie al mosto di birra non fermentato ed alla Stevia non potrà che incantarvi e lasciarvi piacevolmente sorpresi. La BurroBirra, ci dice Paola gestore del Giratempopub nonché esperta dell'universo potteriano e master di Giratempoweb.net, viene nominata per la prima volta nel terzo libro della saga intitolato “Il prigioniero di Azkaban”: Harry, Hermione e Ron assaggiano la bevanda al pub “I tre manici di scopa”. Da qui l'idea di riproporre al mondo di noi comuni babbani un prodotto che ci faccia sentire magici anche solo sorseggiandolo.
La presentazione avverrà ufficialmente al Festival del Fumetto di Novegro(MI) all'interno del quale ci sarà, inoltre, il PotteRaduno nei giorni 2-3 Febbraio 2013.
La bevanda sarà, ovviamente, reperibile allo stand del GiratempoPub dove si potranno gustare anche le già note birre Niimbus e Manico Rosso fino ad esaurimento scorte. Che aspettate?